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Lo sviluppo delle abilità sociali

 

Abbiamo cercato di spiegare come il G.d.P. sia uno stimolo in grado di produrre delle tensioni muscolari. Il bambino, attraverso il gioco, riesce a fare ciò che nella realtà non può fare o non sa fare, quindi attraverso il gioco scarica delle tensioni.

Se un bambino, per una qualsiasi ragione, fosse ostacolato a scaricare le sue tensioni con il gioco, ciò comporterebbe delle conseguenze (in termini di deficit) su alcune sue abilità sociali e queste, a feed-back, provocherebbero dei limiti al gioco del bambino, accentuando così le sue difficoltà.Supponiamo che un bambino abbia difficoltà a parlare e ad entrare in relazione con gli altri. é ovvio che le cause di questa difficoltà siano molteplici, ma tralasciamo per un attimo le cause cercando di capire come il G.d.P. possa essere un espediente utile per sviluppare questa abilità sociale inibita.


Noi ipotizziamo che presentando al bambino un gioco di prestigio, cresca in lui l'attenzione verso questo stimolo, un'attenzione accompagnata da una certa tensione muscolare. Il bambino si lascerà coinvolgere totalmente dal gioco (sappiamo tutti quanto i giochi di prestigio affascinano i bambini) che non riuscirà a rimaner fermo e cercherà di dare delle spiegazioni circa il trucco, la sua tensione quindi aumenterà e crescerà ancora non appena gli verrà detto che ben presto gli sarà spiegato il trucco, (Chiunque può vedere cosa fa un bambino dopo aver imparato a fare un gioco di prestigio: corre subito a presentarlo ad amici e parenti !). A questo punto ci troviamo di fronte ad un soggetto carico di tensione che, per i motivi spiegati prima (meccanismo automatico di risoluzione del problema), cercherà di dare ad ogni costo una spiegazione plausibile del trucco, e noi daremo giusto una spiegazione, ma si tratterà di una spiegazione manipolata, perché noi faremo in modo che dopo la spiegazione il bambino, per rifare il gioco di prestigio appena appreso, debba necessariamente utilizzare quell'abilità sociale in lui inibita; spiegheremo al bambino che per fare il gioco appena appreso deve, ad esempio, presentare il gioco in una determinata maniera e sarà sicuramente un gioco che richiederà come spettatore un'altra persona, con il quale il bambino deve entrare in contatto e scambiare delle parole, per una buona riuscita del gioco. Per cui nel trattamento con i G.d.P. si sceglieranno con cura quei giochi che per essere riproposti dal bambino, gli debbano far utilizzare le abilità inibite. Il soggetto sottoposto al trattamento verrà volutamente caricato di tensione e utilizzerà quella specifica abilità sociale per scaricarla; dopo un periodo di tempo, il bambino che ha imparato ad utilizzare quella sua abilità durante il G.d.P., sarà in grado di richiamarla anche al di fuori del setting gioco, nella realtà.

 

 

Tratto da: Terapia del gioco e trattamento psicologico attraverso il gioco di prestigio, Mario Occhipinti, 2001, Università di Roma "La Sapienza" facoltà di Psicologia indirizzo Psicologia Clinica, Catt. Prof. Vezio Ruggieri Psicofisiologia Clinica .Sviluppo delle abilità sociali attraverso il Gioco di Prestigio