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Riabilitazione cognitiva attravero il gioco

 

Il disturbo da deficit di attenzione /iperattività (DDAI) Iniziare con giochi interessanti anzichè con compiti scolastici

Viene spesso suggerito di ricorrere a giochi o ad attività artistiche quale base preliminare per un buon rapporto con il bambino, per introdurre poi la valutazione o il trattamento. 
Queste attività, nel training cognitivo, perseguono tuttavia uno scopo completamente diverso. I giochi risultano infatti particolarmente adatti per i bambini con disturbi dell'attenzione o di impulsività, poichè essi sono in genere degli alunni che, all'inizio del programma, hanno una lunga storia di fallimenti scolastici, specialmente nelle aree classiche della lettura, scrittura e aritmetica. Abbiamo recentemente chiesto ad un ragazzino di quarta classe, di leggere un brano dall'antologia. Ad un certo momento si è bloccato ad una parola e gli abbiamo quindi chiesto quale fosse la sua strategia per riuscire a capire le parole sconosciute. Con tono incerto ha risposto: "Nessuna. Se non si sa una cosa, bisogna chiedere a qualcuno". Quando poi gli abbiamo fatto vedere il modo di leggere bene la parola, ha borbottato: "Ci ho già provato, a fare questa roba, ma non funziona: io ho una disabilitò di lettura". Anzichè allora tentare di convincerlo che la sua "disabilità di lettura" altro non era che la mancanza di una buona strategia per la decodificazione di parole nuove, abbiamo cercato di fargli capire cosa significa elaborare una strategia ricorrendo a dei giochi, completamente diversi dalla lettura. Scegliendo giochi e compiti interessanti in cui il soggetto sia ancora motivato e dove sia comunque necessario applicare delle strategie cognitive, lo psicologo avrà una nuova possibilità di insegnare il pensiero strategico prima di passare ai contenuti scolastici in cui il ragazzo ha già perso molte battaglie. Esaminando retrospettivamente la nostra attività recente, risulta probabile che, nella fase iniziale, il ricorso ai giochi spesso sia stato troppo limitato, dato che eravamo molto ansiosi di iniziare a lavorare sui "veri problemi", evidenziati nella valutazione dei deficit di rendimento scolastici. Quanto detto l'abbiamo tratto da Understanding and Treating Attention Deficit AA.WW. pag.99, un importante riferimento sull'importanza che ha il gioco per lo sviluppo delle strategie cognitive.

 

Tratto da: Terapia del gioco e trattamento psicologico attraverso il gioco di prestigio, Mario Occhipinti, 2001, Università di Roma "La Sapienza" facoltà di Psicologia indirizzo Psicologia Clinica, Catt. Prof. Vezio Ruggieri Psicofisiologia Clinica .